News del mese giugno, 2006

29 giugno 2006

Una nuova certificazione per la zootecnia italiana

L'immagine mostra un allevatore in una stallaL’ultima Assemblea dei soci dell’Associazione italiana allevatori si è svolta il 27 giugno a Roma. Presente il Ministro De Castro, che ha presentato il quadro delle ipotesi di intervento del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per favorire la crescita del settore dell’allevamento italiano, 15 milioni di euro di fatturato che si trasformano al consumo in ben 54 milioni, settore strategico del nostro agroalimentare.

L’Amministrazione centrale, sostiene De Castro, è tutta protesa a sostenere un settore così importante della nostra agricoltura così come l’ intero sistema agroalimentare.

Ecco perché, rimarca il ministro, il processo di rilancio " sarà accompagnato dal Mipaaf con l’avvio di semplificazioni amministrative che rendano la Pubblica amministrazione più vicina al mondo delle imprese". Il ministro attribuisce grande importanza a questo processo che si può tradurre anche "in una nuova forma di certificazione per rendere più riconoscibile all’estero il nostro Made in Italy". A questo proposito il ministro precisa ancora " stiamo studiando una certificazione meno vincolistica dei marchi Dop, Igp che sia di garanzia per i consumatori sempre più attenti alla sicurezza alimentare".

Fonte: Agricoltura Italiana Online, rivista del MIPAF.

24 giugno 2006

Al via la riforma del settore vitivinicolo

L'immagine mostra un viticoltore frai filariIl 22 giugno scorso, a Bruxelles, la Commissione Europea ha approvato la proposta di orientamento per la riforma del settore vitivinivolo messa a punto dalla commissaria Fischer Boel, dando il via al percorso che vedrà ora il documento sottoposto al vaglio della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo.
Le priorità a cui la riforma si propone di fare fronte sono: riconquistare quote di mercato, ripristinare l’equilibrio tra offerta e domanda, semplificare le norme con vantaggi per produttori e consumatori, e soprattutto rendere i vini europei più competitivi sui mercati internazionali.


Per raggiungere questi obiettivi la commissaria europea all’Agricoltura Mariann Fischer Boel promuove una riforma radicale del settore che suggerisce l’estirpazione dei vigneti meno redditizi e il taglio dei contributi europei alla distillazione delle eccedenze di vino in alcool, allo stoccaggio e all’utilizzo del mosto. I fondi così risp armi

ati andrebbero a sostenere campagne di commercializzazione e promozione dei vini europei.

”Il percorso appena cominciato – ha annunciato il Ministro Paolo De Castro- andrà avanti con una serie di confronti in ambito nazionale, in vista degli Stati generali della viticoltura che abbiamo convocato a Roma il 20 luglio per incontrare gli operatori della filiera e dibattere con loro le comunicazioni approvate”.
L’iter della riforma dovrebbe produrre i primi esiti legislativi all’inizio del 2007. Quanto alla direzione verso la quale si andrà, la Commissione europea si è già schierata decisamente a favore di una riforma radicale da attuare secondo due possibili piani.
Il primo prevede la concessione di generosi incentivi ai produttori per estirpare i vigneti non redditizi, l’abolizione di misure di sostegno del mercato come la distillazione, nonché la semplificazione e lo snellimento delle norme che disciplinano l’etichettatura e le pratiche enologiche. E’ previsto anche il trasferimento di risorse a favore di interventi di sviluppo rurale e l’assegnazione di dotazioni finanziarie agli Stati membri per l’attuazione di misure deliberate a livello nazionale.
Il secondo piano, invece, prevede che il regime di limitazione dei diritti di impianto debba scadere il primo agosto 2010 oppure essere abolito immediatamente, così com l’attuale regime di estirpazione dei vigneti.
Proprio questi orientamenti saranno al centro del dibattito che la Commissione avvierà con il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Ue e con il Parlamento Europeo.

Fonte: Agricoltura Italiana Online, rivista del MIPAF.

13 giugno 2006

Nuova etichettatura per la passata di pomodoro

< art.net
i mg src=”http://www.dudat.it/images/blog/pomodoro.jpg” width=”99″ height=”81″ alt=”Nuova etichettatura per la passata di pomodoro” style=”float:left; margin:5px;” />Dal 15 giugno 2006 la passata di pomodoro è tutelata per legge. La rintracciabilità del prodotto dovrà infatti garantirne la composizione e la provenienza delle materie prime, obbligatoriamente in evidenza in etichetta.

Da quella data dovrà infatti essere indicata in etichetta la zona di coltivazione del pomodoro fresco utilizzato nella preparazione della passata che, in base al D.M. 23.09.05, dovrà essere prodotta esclusivamente con questo ingrediente e non con concentrato diluito con acqua.

La disciplina che regola la ricetta e l’etichettatura della passata di pomodoro fa riferimento al decreto 17 Febbraio 2006 del Ministero delle politiche agricole e forestali recante nuove norme sull’etichettatura della "passata di pomodoro", prodotto già definito con D.M. 23.09.05, che ne aveva individuato le caratteristiche.



Il Decreto 23.09.05 ha stabilito inoltre il valore del residuo ottico rifrattometrico, che dovrà essere compreso, per la vera passata, tra 5 e 12 gradi Brix e i limiti del "conteggio Howard", ovvero delle muffe presenti.

La normativa interviene su questo ambito con l’obiettivo primario di tutelare il consumatore dai rischi di sofisticazione e frode, ma anche la produzione italiana dalla pratica dell’uso non dichiarato

di prodotti esteri a b

asso costo.

Fonte: Agricoltura Italiana Online, rivista del MIPAF.