News sull'Argomento ‘Normativa’

7 aprile 2009

Decreto Gelmini: l’innovazione dell’editoria scolastica passa dal web

MinisitiL’articolo 15 del DLGS 112/2008 delinea il percorso di informatizzazione delle risorse per la didattica scolastica che entro il 2012 cambierà il volto dell’editoria per la didattica.

Il processo di trasferimento su web di libri di testo e materiali didattici in generale risulta definito in step che interessano tanto la modifica del modello di scelta dei libri di testo da parte del corpo docente da una parte quanto dall’altra l’ammodernamento degli apparati e dei modelli di comunicazione delle case editrici dall’altra.

Già dall’anno scolastico 2008-2009 vige la prescrizione di preferire soluzioni didattiche disponibili online.

Per l’anno scolastico 2011-2012 è prescritta la definitiva dismissione dei libri di testo non dotati di adeguati materiali integrativi online, in forma gratuita o mista.

L’adeguamento delle risorse informatiche delle case editrici è quindi in questa fase, oltre che un’esigenza, una risorsa strategica particolarmente premiante in termini di posizionamento di mercato: chi si adatterà più rapidamente e con maggiore efficienza otterrà già nell’immediato futuro un ritorno concreto e si presenterà all’appuntamento del 2011 in una posizione di netto vantaggio competitivo.

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17 luglio 2008

Al via le ispezioni per la verifica della tracciabilità dei fertilizzanti

DATlemon gestisce la tracciabilità dei fertilizzantiIl decreto legislativo 29 aprile 2006, n. 217 — pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 86 del 11-4-2008) — prevede il sanzionamento delle Aziende produttrici di fertilizzanti che non gestiscono la tracciabilità di prodotto con un’ammenda di 12.000,00 euro e rapide prospettive di sequestro.

Nonostante i dubbi espressi dalle associazioni di categoria, che ritenevano che il decreto interessasse la tracciabilità delle sole materie prime e che le semplici bolle di accompagnamento delle merci in ingresso sarebbero state sufficienti per garantire la tracciabilità richiesta, le ispezioni che sono iniziate nel mese di luglio 2008 hanno invece chiarito che la tracciabilità richiesta copre tutto il processo produttivo dei fertilizzanti e quindi il prodotto finito.
Le numerose ammende comminate sono infatti state motivate a verbale con la violazione dell’articolo 8 del D.

Lgs.vo 217/06, che recita testualmente: "[omissis] il fabbricante per garantire la tracciabilità dei concimi<

/strong> CE e degli altri fertilizzanti, conserva registrazione sull’origine dei concimi. Essa e’ messa a disposizione degli Stati membri per fini ispettivi, fintantoche’ il concime e’ immesso sul mercato e per altri due anni dopo che il fabbricante ne ha cessato l’immissione sul mercato".

La nuova versione di DATlemon 3 supporta la tracciabilità dei fertilizzanti: la nuova release, infatti, implementa tutte le necessarie funzionalità per adempiere al succitato decreto 217/2006.

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29 giugno 2006

Una nuova certificazione per la zootecnia italiana

L'immagine mostra un allevatore in una stallaL’ultima Assemblea dei soci dell’Associazione italiana allevatori si è svolta il 27 giugno a Roma. Presente il Ministro De Castro, che ha presentato il quadro delle ipotesi di intervento del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per favorire la crescita del settore dell’allevamento italiano, 15 milioni di euro di fatturato che si trasformano al consumo in ben 54 milioni, settore strategico del nostro agroalimentare.

L’Amministrazione centrale, sostiene De Castro, è tutta protesa a sostenere un settore così importante della nostra agricoltura così come l’ intero sistema agroalimentare.

Ecco perché, rimarca il ministro, il processo di rilancio " sarà accompagnato dal Mipaaf con l’avvio di semplificazioni amministrative che rendano la Pubblica amministrazione più vicina al mondo delle imprese". Il ministro attribuisce grande importanza a questo processo che si può tradurre anche "in una nuova forma di certificazione per rendere più riconoscibile all’estero il nostro Made in Italy". A questo proposito il ministro precisa ancora " stiamo studiando una certificazione meno vincolistica dei marchi Dop, Igp che sia di garanzia per i consumatori sempre più attenti alla sicurezza alimentare".

Fonte: Agricoltura Italiana Online, rivista del MIPAF.

24 giugno 2006

Al via la riforma del settore vitivinicolo

L'immagine mostra un viticoltore frai filariIl 22 giugno scorso, a Bruxelles, la Commissione Europea ha approvato la proposta di orientamento per la riforma del settore vitivinivolo messa a punto dalla commissaria Fischer Boel, dando il via al percorso che vedrà ora il documento sottoposto al vaglio della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo.
Le priorità a cui la riforma si propone di fare fronte sono: riconquistare quote di mercato, ripristinare l’equilibrio tra offerta e domanda, semplificare le norme con vantaggi per produttori e consumatori, e soprattutto rendere i vini europei più competitivi sui mercati internazionali.


Per raggiungere questi obiettivi la commissaria europea all’Agricoltura Mariann Fischer Boel promuove una riforma radicale del settore che suggerisce l’estirpazione dei vigneti meno redditizi e il taglio dei contributi europei alla distillazione delle eccedenze di vino in alcool, allo stoccaggio e all’utilizzo del mosto. I fondi così risp armi

ati andrebbero a sostenere campagne di commercializzazione e promozione dei vini europei.

”Il percorso appena cominciato – ha annunciato il Ministro Paolo De Castro- andrà avanti con una serie di confronti in ambito nazionale, in vista degli Stati generali della viticoltura che abbiamo convocato a Roma il 20 luglio per incontrare gli operatori della filiera e dibattere con loro le comunicazioni approvate”.
L’iter della riforma dovrebbe produrre i primi esiti legislativi all’inizio del 2007. Quanto alla direzione verso la quale si andrà, la Commissione europea si è già schierata decisamente a favore di una riforma radicale da attuare secondo due possibili piani.
Il primo prevede la concessione di generosi incentivi ai produttori per estirpare i vigneti non redditizi, l’abolizione di misure di sostegno del mercato come la distillazione, nonché la semplificazione e lo snellimento delle norme che disciplinano l’etichettatura e le pratiche enologiche. E’ previsto anche il trasferimento di risorse a favore di interventi di sviluppo rurale e l’assegnazione di dotazioni finanziarie agli Stati membri per l’attuazione di misure deliberate a livello nazionale.
Il secondo piano, invece, prevede che il regime di limitazione dei diritti di impianto debba scadere il primo agosto 2010 oppure essere abolito immediatamente, così com l’attuale regime di estirpazione dei vigneti.
Proprio questi orientamenti saranno al centro del dibattito che la Commissione avvierà con il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Ue e con il Parlamento Europeo.

Fonte: Agricoltura Italiana Online, rivista del MIPAF.